vengo a te
petrosa e nuda
agli echi scomposti
dal vuoto dei miei pugni chiusi
veloce di vento vengo
ad ascoltarti
ma il tuo silenzio muove a sera
tempo e spazio
in piedi
percorro l'intera curva
che ti chiude gli occhi
e nascondo l'alba
nella mano destra |
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nuda e diversa
abiti il passaggio ventoso
sotto la mia mano colma
la sera improvvisa tra i rami fermi di febbraio
non ci disperde
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sei tu lo squarcio immenso
del cielo settembrino
oscuro e chiaro
scirocco luminoso
che strappi i giorni
in mille foglie
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la tua mano piu ferma
per sciogliere i nodi
dei lunghi capelli
con cui ti ho legata
la tua mano di terra
della terra scura
della terraferma
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dalla terra tornano
con gli occhi piu scuri
chi conosce la terra
ha le dita sottili
quando ci hanno rubato la terra
c'eravamo tutte |
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una notte d'estate
e trascinarsi di peso fino
alla bianca mattina invernale
anche se ricordi
il posto e l'ora
raccogli aghi di pino
sulla neve |
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cassiopea
noi il mare lo cerchiamo qui
in questa terra secca
con le mani secche
che bruciano subito |
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dei tuoi occhi che chiamano
la notte trattengo
il bagliore del passaggio
l'istante in cui va in mille pezzi
l'intatta superficie delle cose
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vengo a impararti palmo a palmo
percorrerti
come terra aperta di acqua alta
ricoprirti
che ogni centimetro di te
sia la misura
del deserto e l'oltremare
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madrid ti conosco
per partenze per la terra bruciata che ti circonda
la luce a mezz'aria
conosco a memoria di non poterti
perdere
se ti dimentico
non so chi di me
ti cerca per le strade
se quella che sono
o quella che avrei potuto essere
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